lunedì 1 marzo 2010

Assolutamente, profondamente, antirazzista.

In un mondo dove né i progressi della scienza (che, lo dimostrano: siamo davvero tutti uguali) né il messaggio cristiano di fratellanza (in un paese che millanta una tradizione cristiana millenaria) sono riusciti a depennare la piaga del razzismo, immigrati ed italiani antirazzisti vogliono far sentire la loro voce.

Nasce così Primo Marzo 2010, movimento che vuole stimolare una seria e ponderata riflessione sull'integrazione, e ribadire il rifiuto di qualsiasi forma di razzismo.
"Cosa accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via?" Leggiamo sul manifesto programmatico del movimento.
Sicuramente il paese non resterebbe indifferente.

Alle 18.30 di oggi, in tutte le città d’Italia verranno lanciati in cielo centinaia di palloncini gialli (tutti in lattice biodegradabile). Il cielo si colorerà di giallo, colore simbolo del movimento Primo Marzo, ricordando a tutti noi di dedicare un pensiero a tutte le lotte per un genere umano più umano che non sono ancora state vinte.

Stefania Ragusa, presidente del Comitato "Primo marzo 2010", racconta che i grandi sindacati a livello nazionale non hanno dato il loro sostegno all'iniziativa.
"Sarebbe bello che in Italia si tornasse a fare scioperi per tutti i diritti, non solo per quelli contrattuali - dice Stefania - Vogliamo dare alla gente la possibilità di riflettere sull'importanza degli immigrati per la tenuta della società italiana. Quando saltano i diritti per qualcuno, è tutta la società che diventa più debole".

Oggi alle 5 non potrò essere a piazza Vittorio, ma da qui voglio proporre la mia riflessione sulla nostra società, sempre più bisognosa di una vera integrazione.

E voglio lanciare da qui il mio messaggio di pace:
contro il razzismo, contro la violenza, contro qualsiasi forma di ghettizzazione. 

Ed è un sollievo sapere che è un messaggio largamente condiviso.

Logo del movimento "Primo Marzo", di Giuseppe Cassibba.

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