mercoledì 31 marzo 2010

la pillola rossa o la pillola blu?

A me queste elezioni hanno fatto riflettere.
Emerge un'Italia delusa, e che ha reagito (o non reagito) con i più disparati comportamenti.

Astensione: gli scoraggiati. Tanti italiani, stufi di scegliere il male minore se ne sono stati tranquillamente a casa.

Radicalizzazione: crescono gli elettori della Lega Nord. Della Lega si può dire di tutto, ma bisogna ammettere che quelli della Lega (contrariamente a tanti partiti di casa nostra) hanno le idee chiare e sanno bene come farlo sapere.

Digitalizzazione: 400 mila voti ai grillini. C'è chi reagisce cercando di partecipare, e trova spazio in una realtà politica dove non ci si incontra in sezione ma sul blog, dove opinioni, domande e risposte sono alla distanza di un click.

E una cosa credo sia comune a tutti: c'è voglia di cambiare.
Anche certi slogan di questa campagna elettorale inneggiavano al cambiamento.

C'è chi dice che in realtà qualcosa sta già cambiando. Nichi Vendola dice a Repubblica "Io penso invece che siano finiti i partiti. Consumati, inadeguati, fuori dalle virtù civiche" e "Partito: participio passato". Parla di coinvolgere Nichi Vendola, in una logica lontano da quella dei partiti italiani.
Effettivamente se così tanti italiani se ne sono stati a casa durante queste elezioni forse non si sentivano tanto coinvolti.

Poi c'è Prodi che invita ad un rinnovamento: "A 71 anni il più giovane sembro io" dice lui.
Forse non sembra proprio il più giovane, ma di vero c'è che la gerontocrazia italiana avrebbe bisogno di una "svecchiata", qualche faccia nuova, qualche nativo digitale che ne sa qualcosa del futuro dei giovani.
Ma che ne sanno gli ultra-settantenni di nuove tecnologie, di impresa giovane, ma che ne sanno del futuro loro? Potrei dire, con una bella secchiata di cinismo, che loro neanche lo vedranno probabilmente il futuro.

Insomma, queste elezioni mi hanno fatto riflettere.
E lo spunto di riflessione che voglio condividere con voi è questo:
volete la pillola rossa o la pillola blu?
Ora sono loro a programmare il codice del Matrix-Italia.
Io sinceramente, considerato che i politici li paghiamo profumatamente tutti noi, credo che dovremmo entrare in Matrix.

E rifare l'Italia da capo.
Non un'Italia di destra, non un'Italia di sinistra, non un'Italia di partito.
Semplicemente: un'Italia che funziona.

Nessun commento:

Posta un commento