giovedì 1 aprile 2010

Essere un giovane ingegnere in Italia: intervista a Marco Curti

Marco, raccontaci di te.

Beh non è così facile raccontarsi. Potrei cominciare dai dati anagrafici! Ma penso sia piuttosto noioso!!!
Non mi riesce molto facile parlare di me, preferisco sempre farmi conoscere giorno per giorno, perché quello che si vede di me è ciò che sono!
Comunque posso dire di essere una persona semplice e tranquilla a cui piace stare insieme agli altri, che crede nell’amore, nell’amicizia e negli affetti sinceri.
Mi piace usare la testa e avere opinioni un po’ su tutto, anche se in questo mondo che ci sommerge di miriadi di informazioni da ogni parte, è sempre più complicato.
Si rischia di conoscere tutto, ma superficialmente e io non amo essere superficiale.
Al contempo sono sempre stato molto curioso ed è un aspetto di me che mi piace molto, perché stimola l’intelligenza.
Apprezzo molto anche l’ironia nelle cose, sempre perché è un’espressione di intelligenza. Per questo sono contento quando mi si dice che sono uno che parla poco, ma che quando lo fa, è molto divertente!
A questo punto dirai che serve che io aggiunga un difetto, giusto? Nessuno è perfetto! Di difetti ne ho diversi, ma forse il più grande è quello che a volte non riesco a prendere alla leggera determinate cose, dimostrando un po’ di rigidità. Ma è la stessa rigidità che mi consente in altre circostanze di essere determinato verso gli obbiettivi importanti della vita.
Ah, un altro difetto: sono ingegnere!!!

Cosa vuol dire oggi essere un giovane ingegnere?

Da sempre nell’immaginario collettivo, l’ingegnere è quello che sa fare ogni cosa e conosce ogni cosa!
In effetti nel mondo di oggi la conoscenza della tecnica si è molto frammentata, le competenze si stanno sempre di più specializzando e questo può essere un gran vantaggio a volte, ma anche un grande problema, qualora non si riesca a trovare una strada nel proprio specifico campo.
Detto questo, nella realtà i “capi” pretendono ancora che un giovane ingegnere sappia fare più o meno tutto!
E allora è molto importante continuare a studiare, sapersi adattare e imparare a usare soprattutto gli strumenti informatici, che sono sempre l’arma in più dei giovani rispetto ai più anziani.
Io, per esempio, sono ingegnere per l’ambiente e il territorio per la difesa del suolo. Lavoro da un anno e mezzo in una società di progettazione stradale, per un anno ho fatto computi metrici, stampe, ho disegnato senza aver mai usato il CAD prima e ora comincio a progettare opere geotecniche... insomma mi sono adattato all’inizio e ora comincio a fare ciò che più si avvicina alle mie capacità.

Cosa ami di più del tuo lavoro?

Sicuramente è molto affascinante immaginare un mondo che ancora non esiste e dimostrare che le soluzioni che si pensano funzionano davvero.
Si immagina sempre di migliorare ciò che ci circonda al servizio della comunità. Questo è il compito dell’ingegnere.
Inoltre negli ultimi anni c’è sempre una maggiore attenzione a creare il minore impatto possibile sull’ambiente, grazie anche a un miglioramento del sistema legislativo italiano, il che è una cosa molto importante.
Ho sempre creduto nel rispetto dell’ambiente, ma questo non significa necessariamente cristallizzare il mondo così com’è!
Oggi ci sono molte tecniche e tecnologie nuove e pulite, usiamole!

E di meno?

Ciò che amo di meno di ciò che faccio ora è più che altro la realtà di fatto di un’azienda guidata dal solo interesse per il lucro.
Spesso questo può entrare in conflitto con altre cose importanti a cui preferirei non rinunciare mai, ma a volte chi è più anziano e ha il potere decisionale, spesso sceglie soluzioni su cui non si è d’accordo, e non ci si può fare niente. Spero che un giorno sarò io ad poter scegliere per il meglio.

Parlaci dei tuoi interessi, delle tue passioni.

Ho detto prima di essere molto curioso; questo mi spinge a interessarmi a un po’ di tutto ...  dallo sport (forza Roma!) all’arte, dalla musica alla scienza in genere, a tutto ciò insomma che è la massima espressione del genere umano, abilità intellettuali e fisiche.
Trovo molto affascinante scoprire a quali livelli può giungere l’essere umano e fin dove si può spingere nello sviluppo delle proprie capacità.
Oltre a ciò, fin da quando ero bambino, ho sempre avuto una grande passione per la natura e per i suoi innumerevoli aspetti, per la sua incredibile bellezza, che ci sorprende ogni giorno e ogni notte, per la perfezione dell’equilibrio che ha creato in milioni di anni.
Negli ultimi anni, infine ho sviluppato una grande passione per il ballo, le danze caraibiche in tutte le espressioni che il mio maestro (Manuel Barberini) mi ha insegnato. Lui ha saputo farmi amare la bella musica e uno stile di ballo senza eguali (la salsa New York Style), ancora poco diffusa in Italia.
Ma soprattutto questo interesse per il ballo mi ha portato il dono più grande della vita, che è diventata la mia passione più grande, e sei tu, Amira!!!

Cosa pensi di Internet?

Per quanto mi riguarda l’uso di internet è entrato nel mio quotidiano già da almeno 15 anni e da semplice utente mi sono reso ampiamente conto delle sue potenzialità, che cerco di sfruttare sempre al meglio.
In particolare apprezzo molto il facile accesso alle informazioni e alla conoscenza a tutti i livelli. Apprezzo la possibilità di raggiungere persone anche dall’altra parte del mondo con estrema facilità.
Sono entusiasta che esista un modo per dire la propria e potenzialmente arrivare a tutti, senza nessun filtro, se non quello della propria coscienza.

Ma è proprio questo ciò che mostra il lato debole di questo strumento così democratico: non tutte le persone hanno una coscienza buona e con la facilità con cui si possono raggiungere scopi eccellenti, si può arrivare anche a quelli più deplorevoli. Questo è un vero peccato.

Qual è il tuo motto?

Chi si ferma è perduto, l’ultima cosa che mi ha detto il nonno!

Insomma, Marco, sei un giovane professionista con le idee chiare sul futuro. Cosa consigli ai giovani che non riescono ad orientarsi?

Consiglio di imparare più cose possibili finché si ha il tempo di farlo e di seguire sempre le proprie inclinazioni; il modo di fare ciò che ci piace si trova sempre, se si è determinati.


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