venerdì 14 maggio 2010

L'uomo che addomesticò il fulmine

Se dico Benjamin Franklin, cosa vi viene in mente?
Stati Uniti, padri fondatori, indipendenza americana... a qualcuno forse verrà in mente elettricità.

Perchè prima di essere un grande statista, Benjamin Franklin era uno scienziato dal grande intuito, e non è affatto azzardato considerare che la sua attidudine alla scienza sia valsa molto per il futuro politico delle allora colonie americane.

Ma cominciamo dall'inizio, e cioè dall'esperimento dell'aquilone:
Mr. Franklin intuì che le nuvole temporalesche dovevano essere cariche di elettricità, cosa che rendeva possibile il manifestarsi di fulmini e tuoni.
Non restava che provarlo, così nel 1752 fece volare durante un temporale un aquilone munito di una punta metallica, alla quale aveva attaccato un filo di seta.
Il filo di seta avrebbe condotto l'elettricità dai nembi temporaleschi fino a terra.
Al filo di seta legò una chiave metallica, e quando vi avvicinò la mano scoccò una scintilla.


Era nato il parafulmine
, e la sua diffusione fece calare drasticamente i danni causati dai fulmini sia nelle colonie americane che in Europa.

Per la prima volta nella storia un americano aveva mostrato di valere come scienziato al punto di destare l'ammirazione del mondo colto europeo dell'Età dei lumi.
Benjamin Franklin era colui che aveva addomesticato il fulmine, portandolo umile a terra.

Quando, un quarto di secolo dopo, Franklin rappresentò a Versailles i neonati Stati Uniti
e chiese aiuti, ottenne il rispetto di tutti. Non solo come semplice inviato di una nuova repubblica, ma anche come gigante in campo intellettuale.

In realtà l'aspetto più sorprendente dell'esperimento di Franklin è il fatto che vi sia sopravvissuto.
Sono morti fulminati in tanti per il vezzo di riprovarci...

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