giovedì 13 maggio 2010

Richard Stallman: da dove passa la libertà.

Ho sempre stimato il genio di Richard Stallman, e trovo interessante l'angolazione etica da cui guarda il cyberspazio e il mondo del software.

Fin da quando ho avuto modo di ascoltarlo di persona durante l'incontro Liberi e Binari, fin da quando leggevo i suoi libri, rifletto e mi chiedo che ruolo abbia il concetto di libertà in questo cybermondo in cambiamento.

In questa intervista a Wired Stallman dice più di qualcosa sulla libertà.

Quali sono le libertà che Microsoft, Apple, Adobe stanno cercando di portarci via?
Sono quattro:
numero zero, la libertà di utilizzare qualunque software, a qualunque scopo.
numero uno, la libertà di studiare il funzionamento del programma, e di cambiarlo a piacimento.
Ovviamente il presupposto di questa libertà è avere accesso al codice sorgente.
numero due, la libertà di ridistribuire copie di qualunque software a chi ti pare. 
numero tre, la libertà di distribuire copie del tuo software modificato a chi ti pare.
Il tutto in una visione altruistica, cioè per aiutare chi ti sta intorno.

Facile, a questo punto, essere additati come "comunisti del software".
Ma Stallman sfata immediatamente questa supposizione, e prende in prestito proprio dalla guerra fredda ricordi e metafore:

Quando ero piccolo, negli Stati Uniti erano tutti d'accordo su una cosa:
la libera circolazione delle idee, la società aperta, la cooperazione scientifica, il diritto di critica,
tutto questo avrebbe permesso al nostro paese di vincere la sfida con l'Unione Sovietica.
Ora qualcuno vuole riscrivere la storia.
Mi dispiace, ma qui l'ultimo dei sovietici è proprio Bill Gates, che ha costruito il suo impero sulla pelle delle libertà civili.
Il software proprietario è figlio di un sistema coloniale, si basa sul divide et impera, lascia gli utenti soli, divisi e indifesi, senza informazioni fondamentali.
Il cyberspazio dovrebbe essere uno spazio di libertà.
Spero che tutti scappino dall'impero del software proprietario e ci raggiungano nel mondo libero.
E ogni riferimento alla Guerra fredda è assolutamente volontario.

Io è un bel pezzo che sguazzo nel mondo libero, ma devo ammettere che qualche gustosa incursione proprietaria me la concedo spesso e con piacere.
Rigorosamente Apple ovviamente.

Free as in Freedom
openbook disponibile in rete.

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