venerdì 4 giugno 2010

“Non voglio una nazione di blogger” ha detto Steve Jobs

Non voglio vedere gli Stati Uniti diventare una nazione di blogger.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di supervisione sui contenuti.
Farò tutto quello che posso per aiutare i giornali
a trovare nuovi modi per diffondere i loro contenuti e guadagnare dei soldi.

Steve Jobs

Ho letto questa citazione di Steve Jobs su Il Post, e in qualità sia di blogger che di "macchista" appassionata non posso fare a meno di esprimere le mie considerazioni.

0) Le affermazioni in questione sono del tutto scollegate: il proliferare dei blog non limita la diffusione dei giornali, semmai incoraggia l'informazione, e rinvia alle fonti ufficiali.

1) Dopo aver lanciato l'oggetto-a-connessione-continua per eccellenza (parlo dell'IPad), Steve Jobs dice di "non volere una nazione di blogger" e parla di "supervisione dei contenuti". In sostanza parla di porre dei limiti o dei controlli ad internet.

2) I giornali - quelli up-to-date - hanno già trovato da soli più di un modo per accellerare ed ampliare la diffusione dei loro contenuti. Proprio attraverso il web.
Stesso dicasi di guadagnare soldi. Le testate che non sanno stare al passo coi tempi sono rimaste penalizzate dall'avvento dell'informazione digitale. Ma è la legge del mercato.

3) Accostare l'idea di supervisione dei contenuti dei blog all'affermazione di voler aiutare la diffusione dei canali ufficiali mi fa pensare a una sorta di controllo dell'informazione. E' questo ciò che auspica Steve Jobs? Perchè?

4) Internet è nata libera, e sarà sempre libera. Neanche dove c'è la dittatura sono riusciti a fermarla.

Ripensaci, Steve. Non mi deludere.

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