lunedì 25 ottobre 2010

un hard disk nel cervello

Fino ad oggi pare che Ray Kurzweil non abbia sbagliato un colpo.
Non solo è stato il padre di numerose e rivoluzionarie innovazioni tecnologiche, ma ha sempre avuto l'ambiziosa fantasia e l'indubbia genialità di immaginare il domani con tutte le sue evoluzioni tecnologiche.

Leggo su La Repubblica delle sue recenti dichiarazioni che prospettano un futuro dell'umanità in bilico tra biologico e bionico.

[...] entro vent'anni, dice Kurzweil, le persone comuni saranno in grado di effettuare un "backup" completo del proprio cervello, una copia carbone del contenuto della propria mente. In maniera non dissimile da come oggi si fa con gli hard disk, per non perdere i dati. 

Memorie, pensieri, connessioni, processi mentali: tutti dentro un archivio elettronico, salvi per sempre, immortali e forse pronti per essere utilizzati in qualche modo. 
"Il procedimento è già tecnicamente possibile oggi" spiega lo scienziato. Ma lo scenario che Kurzweil prefigura è quello in cui ognuno potrà copiare il contenuto della sua mente in una specie di pen-drive. [...]

E' facile che la fantasia cominci a galoppare leggendo queste parole, e la mia mente non può evitare di dividersi tra sogni fantascientifici e sentimenti nostalgici.
Trasmettere la conoscenza diventerà un processo rapido e capillare, e la diffusione della conoscenza ha sempre come effetto diretto il progresso delle civiltà.
Viene da chiedersi: avrà ancora valore ricordare un momento speciale trascorso anni prima con la persona amata? Ricordare il primo giorno di scuola? Ricordare un titolo che manca nella libreria di un amico per fargli un regalo?
Tutto questo avrà ancora importanza?
Probabilmente no. E probabilmente ci sono cose che stanno perdendo di valore già adesso.
In fondo, chi può dire di essersi ricordato di tutti i compleanni dell'anno senza l'apposito reminder di Facebook?

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