martedì 24 aprile 2012

Non uccidere.

Sulle banconote degli Stati Uniti d'America campeggia la dicitura "in God we trust", quasi a voler fare dei precetti evangelici le linee guida dell'organizzazione dello Stato di diritto.

Peccato che nella maggioranza degli stati facenti parte dell'imponente federazione sia ammessa la pena di morte.
Come se il comandamento "Non uccidere" potesse essere in qualche modo interpretato o derogato.

Uno dei tanti paradossi made in USA. E, fortunatamente, non tutti sono disposti ad accettarlo.
Ci racconta l'articolo de Il Post "La California farà un referendum sull’abolizione della pena di morte" che  800.000 californiani hanno, con la loro firma, promosso il referendum per abolire l'assassinio legalizzato. Nella consapevolezza che uccidere l'assassino non solo non rende migliore questo mondo, ma trasforma a sua volta in assassino il giustiziere-carnefice.
Una escalation di crudeltà che non migliora niente, non è utile a nulla, non concorre a sanare l'ingiustizia già commessa.

I californiani andranno quindi a votare, e spero che il numero di stati negli USA che prevedono la pena di morte scenda da 33 a 32.

Fermo restando che la federazione, nel suo complesso, ancora avvalla questa anacronistica forma di giustizia: il governo degli Stati Uniti durante i procedimenti tenuti nelle Corti federali può applicare la pena di morte. E se le cose non cambieranno anche lì, si continuerà a farlo.

Ma noi abbiamo fiducia nel cambiamento.
Abbiamo fiducia che, cristiani o non, gli americani decideranno di opporsi al perpetrarsi di questa barbarie.

1 commento:

  1. Certo...citare Dio sui soldi, mi fa venire il vago sospetto che come al solito ognuno legga quello che gli pare dei testi sacri...

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