martedì 7 agosto 2012

Le ragioni per cui non siamo perduti affatto.

"Caro Presidente,
sono uno di quei dieci milioni di italiani 30-40enni che appartiene a quella che,
secondo Lei,
sarebbe la 'generazione perduta',
una generazione per la quale il Suo Governo ritiene di non poter far altro
che 'limitare i danni'. "


Consiglio la lettura dell'articolo che Guido Scorza ha pubblicato su "Il Fatto quotidiano" non solo ai compagni di una generazione che è stata bollata come "perduta" ma in realtà ha tutta la forza di rialzarsi,
ma soprattutto alla classe politica, cieca di fronte alle reali esigenze del paese, e del tutto inconsapevole delle sue grandi potenzialità.

La vecchia generazione ha lasciato alle spalle gli anni del bengodi, il finto boom economico, le assunzioni selvagge di una mastodontica ed inefficente amministrazione pubblica, il lievitare smisurato dei costi della politica, il divaricarsi della voragine di un debito pubblico sempre più difficile da sanare.
E' vero: sguazziamo nella melma.
Ma non ci sentiamo perduti affatto.
Anche se non abbiamo le garanzie sul lavoro che avevano i nostri genitori.
Anche se non avremo una pensione pubblica degna di questo nome.
Anche se dobbiamo stringere i denti, noi non ci arrendiamo all'idea di essere perduti.

Vorrei che questo atteggiamento del compiangere tanto caro alla nostra classe politica lasciasse il posto allo strumento costruttivo dell'ascolto.
L'Italia reale (non quella dei palazzi, delle auto blu, dei rimborsi ai partiti, delle alte dirigenze) è viva.
Vive di idee, proposte, che spesso trovano applicazione all'estero e non in patria perchè non sono state ascoltate.
La mia generazione vive della fatica di ogni giorno, ma VIVE.

I 30-40enni perduti non aspettano un cenno dall'alto dei palazzi per costruire, e sarebbe opportuno che gli uomini di palazzo invece di sproloquiare foraggiando i propri conti correnti con denaro pubblico, scendessero a sporcarsi le scarpe nel Paese Reale. Che non è un assembramento di "strilloni alla Beppe Grillo", ma è il popolo che si da da fare, che bada alle cose serie e non alle chiacchiere che riempiono ogni giorno le pagine dei giornali.

Ci vorrebbe un reale ricambio generazionale al governo, perchè le nostre soluzioni ai nostri problemi nessuno mai come la nostra generazione è in grado di metterle in atto.

Per questo ho letto e firmato il "Manifesto della Generazione Perduta".
Perchè ho voglia di impegnarmi, di lavorare e sudare, e non mi arrendo di fronte ai sessantenni che ci guardano con rassegnazione:
perduti sarete voi, perchè non siete capaci di speranza. 




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