venerdì 30 novembre 2012

Chi ruba un euro alla collettività è ladro quanto quello che ne ruba centomila.

E' evidende a chiunque almeno una volta nella vita si sia appassionato di storia, che gli eventi del mondo e degli uomini seguono dei corsi e ricorsi che sembrano ripetersi in un quasi ineluttabile fatalismo.
E così, abbracciando con lo sguardo il lontano e recente passato e il tumultuoso presente, mi è parso evidente che un medioevo della democrazia tenta imperterrido di sferrare ancora i suoi colpi, sostenuto da alcuni, smascherato da altri, avversato con rabbia da molti altri ancora.

Il sistema democratico, fondato sulla rispondenza di intenti tra rappresentante e rappresentato, ha mostrato il suo invalicabile limite nel desiderio di potere che la perfida natura dell'uomo spesso capita non esiti accontentare.

Mi si permetta quindi una sommaria ed imprecisa generalizzazione, che sembra però fotografare con i giusti colori lo scenario attuale:
il rappresentante, stipendiato dal rappresentato per curare l'interesse comune, si è trasformato nell'oligarca affamato di denaro. E il rappresentato, dal canto suo, troppo frequentemente ha preferito seguire il cattivo esempio piuttosto che riportare il suo stipendiato sulla retta via.
Risultato:
il rappresentante ingrassa alle spese di tutti i rappresentati,
e quei rappresentati che ne hanno avuto la possibilità e lo hanno ritenuto opportuno, hanno seguito la scia danneggiando più o meno direttamente i vicini di cittadinanza.
Chi ha potuto e voluto, ha preso. Senza preoccuparsi delle conseguenze.

E' il medioevo della democrazia, orfana di quel valore carico di significato che è l'onestà.
Un vero e proprio contagio di mal costume che ha investito tutti i livelli della vita del Paese, dove in moltissimi, con grandi o anche piccole azioni, alimentano l'idea che è meglio prendere per sè piuttosto che agire onestamente.
Il mal costume è diventato costume.
La giustificazione è che tutti lo fanno.
L'atteggiamento è minimizzare: cosa vuoi che sia se risparmio qualche soldo pagando in nero? o se non faccio lo scontrino per il caffè?
Invece chi ruba un euro alla collettività è ladro quanto quello che ne ruba centomila.

Il contagio è ormai al suo stato patologico,
e la crisi economica da un lato non aiuta a uscirne, dall'altro è anche stata causata proprio dalla corruzione e dal malcostume che per anni ha dilagato nella nostra bella Italia.

Rassegnarsi?
No grazie.
Antipolitica?
Nemmeno! Perchè non sono solo i rappresentanti ad essere preda del contagio corruttivo. La grave degenerazione che constatiamo oggi non sarebbe stata possibile senza un più o meno tacito consenso diffuso.

Che fare dunque? Come uscire da questo medioevo?

Io al contagio risponderei col contagio:
combattiamo il mal costume dilagante promuovendo ed esemplificando il comportamento del cittadino onesto e consapevole.
Senza disamore nei confronti delle istituzioni, perchè solo con un apparato che lo sostiene il nostro Paese può essere ordinato ed efficente.
E ricordiamoci che larga parte dei nostri governanti ha fino ad ora dimenticato tutto questo semplicemente perchè sono stati troppo pochi i cittadini che si sono opposti al sistema di clientele e faccendieri ormai sotto gli occhi di tutti.

E' nostra responsabilità portare la nostra bella Italia alla grandezza che merita.
Nostra: di noi piccole formichine nel grande formicaio, noi cittadini, entità individuali, cardini essenziali del sistema, noi che dirigendoci tutti insieme verso il vivere onesto possiamo cambiare il corso della storia Italiana.


Nessun commento:

Posta un commento