venerdì 14 dicembre 2012

Vivere pienamente il presente, guardare meglio al futuro.

Mi sforzo ogni giorno di tenere in piedi ben saldo un equilibrio che tende ad essere sempre più precario:
l'equilibrio tra la sinteticità (e superficialità) della comunicazione di oggi e la necessità di capire, possedere veramente il significato della realtà con cui veniamo a contatto.

Siamo sempre più informati, ma siamo sempre meno capaci di elaborare criticamente l'oggetto dell'informazione, che ci giunge spesso con frasi sintetiche e simili a slogan, ideati per canalizzare attenzione e non sempre supportati da adeguati argomenti di approfondimento.

Scorriamo i titoli delle notizie del giorno, ma raramente siamo in grado di discuterne in maniera competente. Possiamo twittare un ping pong di risposte in 140 caratteri senza aver colto il senso della questione, o al contrario, prendendo molto seriamente frasi e slogan dalla sostanza leggera e in realtà priva di contenuti.

Leggevo lezioni di "scrittura per il web", molto focalizzate sulla necessità di attirare l'attenzione, troppo poco concentrate sulla gestione dei contenuti.
Per dirla con una metafora cinematografica: gli effetti speciali sono più importanti della storia.
Meglio stupire che far riflettere. Perché di riflettere la gente non ha più tanta voglia.

Devo constatare con rammarico che effettivamente la voglia di riflettere, di andare a fondo, nelle notizie dal mondo come nei rapporti interpersonali, latita in molti ambiti della vita quotidiana.
Siamo talmente presi dalla voglia di comunicare che spesso non sappiamo bene neanche cosa vogliamo comunicare e perché.
Semplicemente spinti dall'egocentrismo di attirare l'attenzione,
poco interessati a spostare veramente l'attenzione sugli altri,
capire davvero cosa gli altri abbiano da condividere,
cosa ha da dirci la città in cui camminiamo,
il viso di un amico che salutiamo di fretta mentre le nostre piccole idee e preoccupazioni sembrano essere il centro di un universo caotico e di imprescindibile importanza.

Voglio quindi ogni giorno tenermi in equilibrio tra la chiassosa follia comunicativa del mondo di oggi, che pure tanto ci aiuta a ricevere spunti prima impensabili, e il fermo rifiuto di un approccio superficiale all'informazione, così come alla vita.
Per vivere pienamente ogni sfaccettatura di questo presente,  preparandomi con consapevolezza ad affrontare le incognite del futuro.




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