sabato 9 febbraio 2013

La declinazione del rispetto.

In un momento di profondi rivolgimenti ideologici e (speriamo!) politici, viene spontanea una riflessione su quali siano o debbano essere i punti cardinali della vita pubblica e, perché no, quella privata di tutti noi.

Ed a questo proposito mi sono sorpresa a raggruppare tutte le esigenze del vivere civile e sociale, tutte le risposte alla diffusa domanda di cambiamento e le più articolate idee per un paese migliore,
tutto in un'unica parola:
rispetto.

Proprio declinando le sfaccettature di questa meravigliosa quanto abusata definizione troviamo a parer mio la chiave di lettura di tutti i nostri desideri per il futuro.


Il rispetto per se stessi.
Nessuna formazione sociale, nessuna famiglia o relazione può avere carattere sano se non è sano il rapporto che i singoli soggetti hanno con se stessi.
E' chiaro quindi che amarsi e rispettarsi diventa un atteggiamento fondamentale per la buona riuscita di qualsiasi umana relazione.
Rispettare se stessi vuol dire rispettare il proprio corpo e le proprie esigenze di spirito. Un'abitudine che si foraggia di idee per un arricchimento e miglioramento di se stessi, che a cascata si traduce in arricchimento e miglioramento per le proprie private relazioni così come per la società.

Il rispetto per la famiglia.
Esistiamo perché messi al mondo da un padre ed una madre, che a loro volta sono stati il frutto dell'atto d'amore dei nostri nonni. E nello stesso modo verranno alla luce i nostri figli.
Per quanto dolorose e travagliate possano essere le storie di tante famiglie, è proprio questo ancestrale ordine delle cose che ci comunica l'intima necessità di rispettarsi.
Che non vuol dire andare d'accordo per forza, non vuol dire condividere la vita anche dove diventa impossibile. Ma vuol dire rispettare il padre, la moglie, il figlio non solo del rispetto che ogni essere umano deve agli altri, ma di un rispetto speciale, perché speciale è il legame creato dall'idea, anche la più ampia, di famiglia.

Il rispetto per il lavoro.
Altra ancestrale e fondamentale istituzione della società umana è il lavoro. Il lavoro come attività produttiva finalizzata a garantirsi il necessario per vivere, come mezzo di realizzazione e gratificazione personale, come mezzo per garantire una vita dignitosa per se stessi e per i propri cari, come opportunità per migliorare la propria condizione personale e sociale.
Il lavoro, inteso come qualsiasi attività si svolga per vivere, è l'elemento chiave dell'evolversi della società. Il concetto di lavoro segna il passaggio dal concetto di sopravvivere a quello di vivere. Ed è proprio per la sua essenzialità che merita attenzione e rispetto.

Il rispetto per il proprio lavoro:
svolgerlo al meglio, con coscienza e dovizia, dove necessario e permesso con creatività. Il lavoro è il meccanismo sociale che ci permette di soddisfare le nostre esigenze di vita, e per questa egregia funzione va onorato e rispettato.

Il rispetto per il lavoro degli altri
:
agevolare gli altri nello svolgere al meglio e serenamente la propria attività è spesso questione di piccoli gesti, che però possono alimentare una spirale di crescente rispetto reciproco oltremodo vantaggiosa per tutti.
Fa sorridere amaramente notare quanto migliorerebbe la società se chiunque si impegnasse a rispettare tanto il proprio lavoro quanto quello degli altri. Sono sicura che a questo proposito ciascuno di noi può raccontare dozzine di esempi calzanti tratti dal proprio vivere quotidiano.

Il rispetto per l'idea di lavoro:
Mi piacerebbe veder trattare - da tutti - il tema del lavoro con l'attenzione particolare che merita la locuzione "dignità sociale".
Ma credo che, dopo aver imparato a rispettare il proprio lavoro e quello degli altri, nessuno riuscirebbe a trattare il tema del lavoro dimenticando di rivolgersi con devozione al primo fattore in grado di aggregare una società sana e funzionante.

Il rispetto per le persone.
Ricordare che l'altro non è un intralcio sul nostro percorso, ma una persona come noi, che sta seguendo un suo percorso, può stravolgere le prospettive di una vita intera.
Rispettare non vuol dire condividere il percorso di altri, ma semplicemente favorire non ostacolandola la lecita libertà di ognuno.

Abbiamo la inestimabile di fortuna di nascere con una buona dose di libertà nelle nostre mani, ed è buona norma dei nostri educatori ricordarci che dello splendido tesoro che abbiamo possiamo fare qualsiasi uso, purché non vada a ledere la libertà di qualcun altro.
Ed ecco che la definizione di "rispetto dell'altro" trova il suo pieno svolgimento nell'unica delimitazione che la nostra libertà deve avere: la possibilità degli altri di sentirsi ugualmente liberi.

Il rispetto per la cosa comune.
Ci ospita dalla nascita dell'umanità la nostra Terra: nei millenni l'abbiamo popolata, negli ultimi secoli l'abbiamo divisa in nazioni, negli ultimi anni ci stiamo dando un gran da fare per distruggerla.
Così come rispettiamo le quattro mura della nostra casa, dovremmo amare e rispettare la casa di tutti.

E nello stesso modo, e per sua stessa definizione, è cosa di tutti la Repubblica. Al punto che mancarle di rispetto è mancarsi di rispetto vicendevolmente. Come se ciascuno offendesse e danneggiasse la casa del vicino e così via fino alla distruzione.

Su wordreference.com il Rispetto è così definito:

rispetto
‹ri·spèt·to› s.m.

1. Riconoscimento di una superiorità morale o sociale:
[...]
2 .estens. Apprezzamento di stima:
[...]
3 .Disposizione ad astenersi da atti lesivi, implicita nel riconoscimento di un diritto:
[...]
3 .Osservanza:
il r. di una legge.
4 .Punto di vista:
una persona perbene sotto ogni r. R. a, in relazione a.
5 .In letteratura, forma popolare di lirica amorosa. 


Trovo che sia quantomeno anacronistico, se non del tutto inappropriato, relegare il riconoscimento dei diritti altrui solo al punto 3., e solo in senso negativo, identificando la disposizione ad astenersi da atti lesivi, e non la disposizione  a riconoscere uno o più diritti o meglio riconoscere il proprio ambito di libertà ad altri.


E forse è proprio in questo che risiede la necessità del nostro cambiamento:
cambiare la prospettiva di definizione, pensare al rispetto come un dato positivo, un elemento di vantaggio, una crescita comune, non come la sterile predisposizione a non danneggiare.

Gandhi disse: "Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo." E manifestare rispetto, nel nostro piccolo, possiamo farlo tutti.


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