giovedì 19 dicembre 2013

diritti DISumani

Mi chiedo quanti di quei carcerieri disumani di Lampedusa andranno in questi giorni in un negozio di giocattoli per scegliere il regalo di Natale per il loro bambino.
Quanti il 24 Dicembre si vestiranno di tutto punto e andranno alla messa di mezzanotte.
Quanti ancora porteranno le loro offerte per i poveri alla raccolta della parrocchia, quanti faranno la comunione con lo sguardo candido e festoso a celare la torbida coscienza in balia del peggiore dei mali.

Il sindaco di Lampedusa ha parlato di pratica da lager, mentre il governo annuncia indagini approfondite e pene esemplari per chi ha sbagliato. Ma questi non sono errori. Questo è il frutto del degrado umano, perché solo una coscienza inquinata e degradata può immaginare di adottare atteggiamenti simili.

Questa è l'ennesima dimostrazione di quanto siamo lontani dal nostro prossimo, di quanto sia difficile comprendere il significato della parola rispetto.
E dico "siamo" perché siamo tutti italiani, e quello che è successo ci riguarda tutti, come la stampa estera non esita a considerare.

Io spero che, oltre alla repressione delle pratiche aberranti che un video girato di nascosto ha portato sotto i riflettori del mondo, si cominci a pensare sul serio a migliorare il processo educativo e formativo dei nostri cittadini. Perché una coscienza adeguatamente educata al rispetto ed al senso civico, ai valori democratici ed ai diritti umani, non può che condannare qualsiasi abuso.

E non è solo lavoro per politici. Serve l'apporto di ciascuno di noi per creare un'Italia migliore.
Anche le nostre azioni e considerazioni di tutti i giorni, le nostre piccole e grandi scelte, possono contribuire a creare una società che educhi alla cultura ed al rispetto, e non terreno fertile per la barbarie.

Repubblica.it - "Cie Lampedusa, le condizioni disumane degli immigrati"


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